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	<title>Link Associati &#187; brand awareness</title>
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		<title>Personal branding e brand: gli scenari coincidono?</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 09:36:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Barbara Bacchelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[brand awareness]]></category>
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		<description><![CDATA[La prima fila è delle persone. Ma l&#8217;enfasi sulle persone, o meglio sulle risorse umane come valore strategico per le aziende, non è un concetto particolarmente nuovo, lo è invece quello di costruire un brand sulla persona. Ma la brandizzazione delle persone produce effetti positivi per le aziende? E &#105;&#110; che termini si possono usare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.linkassociati.it/wp-content/uploads/2010/06/clio-makeup_brand.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-604" title="clio-makeup_brand" src="http://www.linkassociati.it/wp-content/uploads/2010/06/clio-makeup_brand.jpg" alt="" width="300" height="127" /></a>La prima fila è delle persone. Ma l&#8217;enfasi sulle persone, o meglio sulle risorse umane come valore strategico per le aziende, non è un concetto particolarmente nuovo, lo è invece quello di costruire un brand sulla persona. Ma la brandizzazione delle persone produce effetti positivi per le aziende? E &#105;&#110; che termini si possono usare &#105; benefici del “brand con un volto umano”?</p>
<p style="text-align: justify;">Non si sta parlando dei polli firmati &#97; uno &#97; uno da Giovanni Amadori, ma di un metodo che è diventato valido soprattutto per &#105; giovani. No &#119;&#97;&#121; out. Di sicuro il personal branding mette sul piatto un concetto quasi  sconosciuto &#105;&#110; Italia (che sostengo &#97; rischio di dare &#97; questo post un  taglio moralizzatore): il merito personale. I più capaci &#101; quelli che  meglio si ritagliano il loro posto al sole emergono.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi diceva un amico: “se io sono il più bravo &#97; fare la punta alle matite &#101; mi metto &#97; fare tutorial su youtube, vengo contattato dalla stampa ogni qualvolta serva l’opinione dell’appuntatore di matite &#101; così, intervento dopo intervento, barcamp dopo barcamp, intesso relazioni, contatti, scambio hashtag &#101; retweet con &#105; relativi partecipanti &#101; acquisto expertise”.  A parte la scelta paradossale la realtà non si allontana molto da questo esempio.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>L’iter del personal brander</strong></span> infatti è più o meno questo:</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-586"></span></p>
<ol style="text-align: justify;">
<li>Leggo, leggo, leggo, poi intreccio relazioni &#101; commento &#105; post altrui,</li>
<li>prendo appunti, conservo link &#101; articoli interessanti con de.li.cious (o simili),</li>
<li>seguo persone/aziende interessanti attraverso Google reader,</li>
<li>monitoro parole chiave attraverso Google alert,</li>
<li>tengo traccia dei progetti &#101; degli interventi con Twitter,</li>
<li>contatto interlocutori chiave per avere un loro parere, nella logica della wikicrazia.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">Poi, dico la mia (in maniera asincrona).</p>
<p style="text-align: justify;">Liberamente &#101; quotidianamente: sui blog, forum &#101; community.</p>
<p style="text-align: justify;">Se sono conosciuto sul web comincio &#97; prendere spunti &#105;&#110; giro &#101; magari chiedo la collaborazione di altri blogger (ho visto casi realmente partecipativi).</p>
<p style="text-align: justify;">Rilascio sul blog il mio libro (o una buona presentazione su slide share)  &#105;&#110; versione completamente scaricabile &#101; gratuita, così  il mio nome comincia &#97; girare, magari vengo invitato &#97; barcamp, convegni, fiere per dare il mio contributo, la mia personale visione di esperto.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Ritagliarsi una nicchia</strong></span> è perciò l’imperativo per il personal brander, trovare uno spazio ancora incolmato che mi renda indispensabile come opinion leader, affidabile ma aperto &#101; facilmente contattabile.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma fino &#97; che punto? Fino &#97; quando l’azienda che sta dietro l’avatar (se c’è un’azienda dietro) approfitterà di questa popolarità individuale? E di conseguenza: <span style="color: #ff0000;"><strong>i brand hanno perso di identità</strong></span>?</p>
<p style="text-align: justify;">Di sicuro è pervasivo il concetto di individuo, ma come non fare sfociare questo &#105;&#110; egotismo?</p>
<p style="text-align: justify;">Allora, forse, è arrivato il momento di tirare le fila del discorso definendo alcune <strong><span style="color: #ff0000;">linee di orientamento</span>, </strong>valevoli nei settori &#105;&#110; cui il personal branding funziona:</p>
<p style="text-align: justify;">1 – il brand aziendale scomparirà? La sua identità no, ma di sicuro la geolocalizzazione definirà sempre di più <span style="color: #ff0000;"><strong>i confini dell’azione del personal branding</strong></span>, &#97; beneficio dei luoghi dove le persone vivono, lavorano, si relazionano &#101; dove possono spendere la loro personal brand, altrove difficilmente replicabile. E il brand avrà il vantaggio non piccolo di adattare attraverso il personal branding la propria immagine locale (compresa l’organizzazione di eventi, comunicazione, marketing).</p>
<p style="text-align: justify;">2 – il prodotto/servizio standard, format valido per qualsiasi binomio luogo-persone, è tecnicamente morto. Esisterà una <span style="color: #ff0000;"><strong>sartorialità</strong></span> nella definizione dei prodotti maniacale. La rivincita dell’artigianalità contro il taylorismo dei servizi.</p>
<p style="text-align: justify;">3 – se il fenomeno era cominciato come <span style="color: #ff0000;"><strong>umanizzazione del brand</strong></span>, ora &#105; personal brander si sono “montati la testa” &#101; non hanno bisogno di un’azienda. Sono essi stessi l’azienda. La rivincita delle partite iva?</p>
<p style="text-align: justify;">Il personal branding, nella sua accezione web, ancora non ha investito ambiti tradizionali come ad esempio il commercio, ma nulla vieta che questa opportunità sia sfruttata per caratterizzare l&#8217;offerta aziendale.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Infine, vi pongo un interrogativo aperto: un giorno si potrà diventare <span style="color: #ff0000;"><strong>personal brandee</strong></span> acquistando  servizi &#101; prodotti per costruire il proprio personal branding su misura? Chi costruirà questi pacchetti: uno psicologo, un economista, un sociologo, un esperto di web marketing o un despecializzato che ha assorbito tutte queste discipline insieme?</p>
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