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Children’s tour: tutta la rassegna stampa

Concedeteci un po’ di spazio all’autocelebrazione: siamo apparsi su tantissime riviste e quotidiani nazionali con il nostro Osservatorio sul turismo giovanile curato da Paola Ragazzini e Giovanna Zammarchi per Iscom Group.

Qui potete vedere tutta la rassegna stampa da marzo a luglio.

Un grande GRAZIE a tutte le testate che ci hanno intervistato.

Children’s tour – Rassegna stampa 2011

Turismo per l’Appennino di Bologna: il valore della rete, la risorsa cooperativa

CONVEGNO LUNEDÌ 27 GIUGNO ore 17.00
Porretta Terme
c/o Terme di Porretta Hotel delle Acque & Natural SPA, Via Roma 5
TURISMO PER L’APPENNINO DI BOLOGNA:
IL VALORE DELLA RETE, LA RISORSA COOPERATIVA.

Saluto di A. Gaggioli Vicesindaco Comune di Porretta Terme
Introducono L. Massari Presidente FederCultura Turismo Sport-Confcooperative
C. De Scrilli Vicepresidente Confcommercio Ascom Bologna
PRESENTAZIONE DELLO STUDIO
“POTENZIALITÀ DI SVILUPPO TURISTICO DELL’APPENNINO BOLOGNESE”

Marco Leoni, Presidente cooperativa Link Associati
D. Passini Vicepresidente Confcooperative Bologna
e Presidente cooperativa SACA
S. Polmonari Presidente Parco Corno alle Scale

Contributo degli operatori

P. Ghiacci Amm. unico Hotel delle Acque & Natural spa
P. Baldassarri Presidente Consorzio Appennino Slow
B. Bartolomei Presidente Consorzio Corno alle Scale Quota 1945
M. Biagi Amministratore Delegato H.R. srl
M. Ventura Presidente Consorzio Montagna Bolognese
Presiede e conclude A. Babbi, Amministratore delegato APT Servizi Emilia Romagna
Seguirà aperitivo

Stiamo cercando “giudici” per analisi sensoriale a Bologna: un’esperienza al CNR

Siamo alla ricerca di persone curiose che vogliono prendere parte a un gruppo di analisi sensoriale sui tessuti in una ricerca condotta dal CNR, Consiglio Nazionale delle Ricerche.

  • Cos’è l’analisi sensoriale?

L’analisi sensoriale è un insieme di test e verifiche che utilizza i 5 sensi, con una metodologia scientifica, per valutare un prodotto o un servizio.

  • Cos’è un giudice?

Chi testa tramite l’analisi sensoriale un prodotto o servizio viene chiamato “giudice”; l’insieme dei giudici è chiamato “panel”, e chi li guida viene definito “panel leader”.

  • A cosa serve fare il giudice di analisi sensoriale?

L’attività di giudice in questo caso è richiesta per una ricerca condotta dal CNR sulla morbidezza di tessuti da utilizzare in prodotti destinati a donne, anziani e bambini. L’obiettivo della ricerca è migliorare il prodotto.

Prosegui la lettura ‘Stiamo cercando “giudici” per analisi sensoriale a Bologna: un’esperienza al CNR’ »

Il nostro codice di comportamento nelle ricerche di mercato

In questo periodo di cambiamenti delle ricerche di mercato e delle regole per la loro realizzazione, riteniamo fondamentale chiarire i principi su cui Link Associati si basa per la conduzione delle proprie ricerche, siano esse telefoniche, dirette oppure online.

Link Associati assicura il rispetto pieno delle vigenti disposizioni in materia di trattamento di dati personali secondo il Codice in materia di protezione dei dati personali D.Lgs. n. 196 del 2003, ottemperando a quanto previsto dal Codice di deontologia e di buona condotta per i trattamenti di dati personali per scopi statistici e scientifici

Ai fini della comunicazione e della diffusione dei nostri dati, si considerano solo dati aggregati, e nello specifico quelle combinazioni di modalità alle quali è associata una frequenza non inferiore a una soglia prestabilita.

Inoltre, sono rispettate le indicazioni fornite dal Registro delle Pubbliche Opposizioni per la conduzione delle rilevazioni telefoniche.

Link Associati, infatti, nelle indagini che realizza in collaborazione con Iscom Group, risulta iscritta al Registro delle Pubbliche Opposizioni: siamo quindi abilitati a sottoporre a “pulitura” le liste di numerazioni telefoniche, estratte dagli elenchi pubblici, che intendiamo contattare per realizzare telefonicamente. Sarà poi il Gestore del registro ad occuparsi dell’eliminazione da tali liste delle utenze degli abbonati iscritti al Registro.

La semplificazione della complessità nella normativa italiana

Sono stato di recente coinvolto in un comitato regionale per la semplificazione della normativa edilizia (Tavolo di Coordinamento Tecnico per le Politiche sul Governo del Territorio), presenti i rappresentanti delle associazioni, dei professionisti e degli enti locali della Regione.

Sperando di non divulgare segreti di stato sintetizzo le cose che mi hanno colpito della prima riunione:

  • L’introduzione della SCIA, almeno in edilizia, non ha portato ad alcun cambiamento reale. La Regione si è premurata di fare una circolare per evidenziare in punti critici della nuova normativa, i comuni, in molti casi, non hanno nemmeno fatto la modulistica, i professionisti si sono guardati bene dall’assumersi responsabilità eccessive. Morale: alcune SCIA sono state presentate, ma più che altro per sbaglio.
  • Da un’indagine svolta dalla regione, emerge che nella maggioranza casi le DIA controllate non risultano, per molteplici motivi, regolari. Questo non per la presenza di una classe di professionisti formata da incompetenti o da “furbetti”, ma per la complessità della normativa stessa (incertezza nella documentazione da presentare ecc.) e per la necessità di continui adeguamenti alle esigenze della committenza.
  • D’altra parte la complessità delle normative appare inattaccabile, la sovrapposizione di normative nazionali generali e specifiche (ad es. antisismica) con discipline regionali di dettaglio rende complesso anche la realizzazione di cose all’apparenza semplici. Veniva ad esempio fatto notare che, a stretto rigore, la messa in opera di una struttura temporanea per più di 90 gg. dovrebbe essere supportata da un idoneo titolo edilizio. Per fortuna siamo in Italia e a nessuno viene in mente, ameno fino ad ora, di chiedere una DIA “per il tendone delle sagre”.

Peraltro nessuno contestava la necessità delle leggi e degli obblighi che da queste derivano, ma tutti (amministrazioni, professionisti ecc.) si lamentavano della fatica e dell’incertezza che avvolgevano il proprio lavoro. Si lotta contro un mostro tentacolare (la complessità) non voluto da nessuno, ma contro cui si poco si può fare.

Queste considerazioni mi hanno confermato nelle opinioni che avevo espresso in un precedente post, circa la complessità dei processi di semplificazione, ma mi hanno anche posto una domanda più radicale: perché facciamo così fatica, in Italia, a pensare che sia possibile semplificare la burocrazia?

Io credo che molto derivi dalla tendenza a considerare le norme come una cosa “intoccabile” e non come il frutto di scelte contingenti. Le norme servono per risolvere i problemi, ma i problemi cambiano nel tempo, alcuni scompaiono o perdono importanza, altri prendono il loro posto.

La semplificazione parte da un aggiornamento dell’insieme dei problemi da risolvere e dall’individuazione di priorità o di criticità emergenti. Naturalmente non è facile “eliminare” o “ridurre” un problema, ma occorre percepire che è necessario, perché altrimenti l’accumulo dei problemi rende ingestibile e  comunque troppo onerosa la complessità.