<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
		>
<channel>
	<title>Commenti per Link Associati</title>
	<atom:link href="http://www.linkassociati.it/comments/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.linkassociati.it</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Mon, 26 Jul 2010 08:20:30 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.1</generator>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
		<item>
		<title>Commenti su Il registro delle pubbliche opposizioni: addio al telemarketing e alle ricerche di mercato? di Giovanna Zammarchi</title>
		<link>http://www.linkassociati.it/2010/07/21/registro-delle-pubbliche-opposizioni/comment-page-1/#comment-135</link>
		<dc:creator>Giovanna Zammarchi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 08:20:30 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.linkassociati.it/?p=795#comment-135</guid>
		<description>Hai perfettamente ragione!
E&#039; però vero che c&#039;è differenza tra chi fa ricerca di mercato, ovvero pone domande su opinioni, abitudini, tendenze, cosa che fa anche Istat, e chi fa telemarketing, ovvero promuove un prodotto al fine di venderlo e talvolta firmare contratti on line. 
Anche noi, che ci occupiamo di ricerca di mercato a fini sociali, subiamo negativamente l&#039;exploit del telemarketing degli ultimi tempi, proprio perché molti sono, a ragione, talmente stanchi di essere disturbati che non vogliono più rispondere ad alcuna telefonata.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Hai perfettamente ragione!<br />
E&#8217; però vero che c&#8217;è differenza tra chi fa ricerca di mercato, ovvero pone domande su opinioni, abitudini, tendenze, cosa che fa anche Istat, e chi fa telemarketing, ovvero promuove un prodotto al fine di venderlo e talvolta firmare contratti on line.<br />
Anche noi, che ci occupiamo di ricerca di mercato a fini sociali, subiamo negativamente l&#8217;exploit del telemarketing degli ultimi tempi, proprio perché molti sono, a ragione, talmente stanchi di essere disturbati che non vogliono più rispondere ad alcuna telefonata.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il registro delle pubbliche opposizioni: addio al telemarketing e alle ricerche di mercato? di gabriela</title>
		<link>http://www.linkassociati.it/2010/07/21/registro-delle-pubbliche-opposizioni/comment-page-1/#comment-134</link>
		<dc:creator>gabriela</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Jul 2010 16:23:14 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.linkassociati.it/?p=795#comment-134</guid>
		<description>desidero non ricevere più telefonate di tipo propagandistico&quot;&quot; disturbano a tutte le ore del giorno.BASTA!!!!!!!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>desidero non ricevere più telefonate di tipo propagandistico&#8221;" disturbano a tutte le ore del giorno.BASTA!!!!!!!!!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Personal branding e brand: gli scenari coincidono? di Tony</title>
		<link>http://www.linkassociati.it/2010/06/08/personal-branding-e-brand-gli-scenari-coincidono/comment-page-1/#comment-118</link>
		<dc:creator>Tony</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jun 2010 17:44:23 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.linkassociati.it/?p=586#comment-118</guid>
		<description>Come Luigi sa, ho da poco acquistato e letto il suo libro (e di Tommaso Sorchiotti) e nonostante da un pò a questa parte lavoro sui miei clienti proprio per tirar fuori il loro lato &quot;personal&quot; rispetto alla loro azienda, devo dire che i suoi spunti sono sempre interessanti ed utili anche quando li usi solo per aver conferma di star facendo bene.

Questo articolo poi, con l&#039;esempio della matita, mi ha fatto sorridere e pensare &quot;cacchio, perché non l&#039;ho detta io a quel workshop&quot; :D

Quindi complimenti a Barbara per la &quot;boutade&quot;, come la chiama lei ;)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Come Luigi sa, ho da poco acquistato e letto il suo libro (e di Tommaso Sorchiotti) e nonostante da un pò a questa parte lavoro sui miei clienti proprio per tirar fuori il loro lato &#8220;personal&#8221; rispetto alla loro azienda, devo dire che i suoi spunti sono sempre interessanti ed utili anche quando li usi solo per aver conferma di star facendo bene.</p>
<p>Questo articolo poi, con l&#8217;esempio della matita, mi ha fatto sorridere e pensare &#8220;cacchio, perché non l&#8217;ho detta io a quel workshop&#8221; <img src='http://www.linkassociati.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Quindi complimenti a Barbara per la &#8220;boutade&#8221;, come la chiama lei <img src='http://www.linkassociati.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Personal branding e brand: gli scenari coincidono? di Luigi</title>
		<link>http://www.linkassociati.it/2010/06/08/personal-branding-e-brand-gli-scenari-coincidono/comment-page-1/#comment-114</link>
		<dc:creator>Luigi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 19:38:49 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.linkassociati.it/?p=586#comment-114</guid>
		<description>Certamente!
Negli USA uno dei leader è http://www.reachcc.com/
Poi ci sono innnumerevoli coach, chi più cognitivo, chi più business, chi più web.
Il sito più noto per i GenY è: http://www.personalbrandingblog.com/
Io però stimo moltissimo Guy Kawasaki, Daniel Pink e Pamela Slim

In ogni caso suggerisco i miei bookmark:
http://delicious.com/lcenten/personalbranding

Per l&#039;Italia ti lascio indovinare...
;)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Certamente!<br />
Negli USA uno dei leader è <a href="http://www.reachcc.com/" rel="nofollow">http://www.reachcc.com/</a><br />
Poi ci sono innnumerevoli coach, chi più cognitivo, chi più business, chi più web.<br />
Il sito più noto per i GenY è: <a href="http://www.personalbrandingblog.com/" rel="nofollow">http://www.personalbrandingblog.com/</a><br />
Io però stimo moltissimo Guy Kawasaki, Daniel Pink e Pamela Slim</p>
<p>In ogni caso suggerisco i miei bookmark:<br />
<a href="http://delicious.com/lcenten/personalbranding" rel="nofollow">http://delicious.com/lcenten/personalbranding</a></p>
<p>Per l&#8217;Italia ti lascio indovinare&#8230;<br />
 <img src='http://www.linkassociati.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Personal branding e brand: gli scenari coincidono? di Barbara Bacchelli</title>
		<link>http://www.linkassociati.it/2010/06/08/personal-branding-e-brand-gli-scenari-coincidono/comment-page-1/#comment-113</link>
		<dc:creator>Barbara Bacchelli</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 07:43:50 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.linkassociati.it/?p=586#comment-113</guid>
		<description>Ti ringrazio davvero Luigi, detto poi da te,  è doppiamente gratificante. L&#039;esempio è realmente emerso durante una conversazione con un amico che, in odore di tagli agli enti di ricerca (è un biotecnologo), si vede di fronte alla situazione di reinventare la propria professione. Mi interessa molto il tema del personal brandee, anche se a dire il vero l&#039;avevo scritto più per boutade che per reale consapevolezza dell&#039;esistenza di questo canale di business. Se è in crescita e sta arrivando anche in Italia ben venga. Sentiti libero di mettere qui qualche link a progetti statunitensi e/o italiani che possano contribuire ad allargare e approfondire questo tema.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ti ringrazio davvero Luigi, detto poi da te,  è doppiamente gratificante. L&#8217;esempio è realmente emerso durante una conversazione con un amico che, in odore di tagli agli enti di ricerca (è un biotecnologo), si vede di fronte alla situazione di reinventare la propria professione. Mi interessa molto il tema del personal brandee, anche se a dire il vero l&#8217;avevo scritto più per boutade che per reale consapevolezza dell&#8217;esistenza di questo canale di business. Se è in crescita e sta arrivando anche in Italia ben venga. Sentiti libero di mettere qui qualche link a progetti statunitensi e/o italiani che possano contribuire ad allargare e approfondire questo tema.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Personal branding e brand: gli scenari coincidono? di Luigi</title>
		<link>http://www.linkassociati.it/2010/06/08/personal-branding-e-brand-gli-scenari-coincidono/comment-page-1/#comment-112</link>
		<dc:creator>Luigi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 20:56:26 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.linkassociati.it/?p=586#comment-112</guid>
		<description>Ottimo articolo, davvero...
Geniale l&#039;esempio sulla punta alle matite: posso sapere chi l&#039;ha inventato?
Io credo proprio in questa funzione della rete: dare spazio al merito personale, senza mafie o gatekeeper a tarpare le ali.

Un giorno si potrà diventare personal brandee acquistando servizi e prodotti per costruire il proprio personal branding su misura?
Negli states e in uk succede da anni, ma ora anche in Italia...
Chi costruisce quei pacchetti?
uno psicologo + un economista + un sociologo + un esperto di web marketing!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ottimo articolo, davvero&#8230;<br />
Geniale l&#8217;esempio sulla punta alle matite: posso sapere chi l&#8217;ha inventato?<br />
Io credo proprio in questa funzione della rete: dare spazio al merito personale, senza mafie o gatekeeper a tarpare le ali.</p>
<p>Un giorno si potrà diventare personal brandee acquistando servizi e prodotti per costruire il proprio personal branding su misura?<br />
Negli states e in uk succede da anni, ma ora anche in Italia&#8230;<br />
Chi costruisce quei pacchetti?<br />
uno psicologo + un economista + un sociologo + un esperto di web marketing!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Bolkestein: la rivoluzione dei servizi e i ritardi strutturali di marco leoni</title>
		<link>http://www.linkassociati.it/2010/05/19/bolkestein-la-rivoluzione-dei-servizi-e-i-ritardi-strutturali/comment-page-1/#comment-109</link>
		<dc:creator>marco leoni</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 May 2010 09:46:18 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.linkassociati.it/?p=526#comment-109</guid>
		<description>Concordo su molte cose che dici, in particolare sul diverso ruolo del commercio ambulante in altri paesi europei, e anche sulla difficoltà di fare un ragionamento complessivo, ma mi sembra che questo ragionamento, anche se difficile, sia oggi necessario e rimandarlo non contribuisca alla risoluzione dei problemi. 
Perchè è necessario?
Non solo perchè la normativa europea ed italiana sta cambiando profondamente e ormai sono stati liberalizzati anche altri settori (pubblici esercizi) e l&#039;accesso a  molte attività o professioni (agenti), ma soprattutto perchè sta cambiando il mercato ed il mondo in cui viviamo.
Ad esempio che senso ha regolamentare in numero di nuove autorizzazioni in un mercato stazionario o  addirittura in regresso?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo su molte cose che dici, in particolare sul diverso ruolo del commercio ambulante in altri paesi europei, e anche sulla difficoltà di fare un ragionamento complessivo, ma mi sembra che questo ragionamento, anche se difficile, sia oggi necessario e rimandarlo non contribuisca alla risoluzione dei problemi.<br />
Perchè è necessario?<br />
Non solo perchè la normativa europea ed italiana sta cambiando profondamente e ormai sono stati liberalizzati anche altri settori (pubblici esercizi) e l&#8217;accesso a  molte attività o professioni (agenti), ma soprattutto perchè sta cambiando il mercato ed il mondo in cui viviamo.<br />
Ad esempio che senso ha regolamentare in numero di nuove autorizzazioni in un mercato stazionario o  addirittura in regresso?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Bolkestein: la rivoluzione dei servizi e i ritardi strutturali di mik</title>
		<link>http://www.linkassociati.it/2010/05/19/bolkestein-la-rivoluzione-dei-servizi-e-i-ritardi-strutturali/comment-page-1/#comment-104</link>
		<dc:creator>mik</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 May 2010 17:53:39 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.linkassociati.it/?p=526#comment-104</guid>
		<description>Comunque è assurdo che il sistema delle liberalizzazione colpisca solo gli ambulanti...!
COmunque il tuo ragionamento incontra molti problemi di base, ad esempio le licenze non appartengono solo agli ambulanti (anche taxi , attività commerciali ecc. il principio è che la licenza non si potrebbe vendere...).
Il reale problema è che ogni paese ha le sue peculiarità, il commercio ambulante non esiste come in Italia (parzialmente in Francia e in Spagna) nella cultura tedesca ad esempio ci sono mercatini stagionali tipo piazza Navona, qui effettivamente hai un permesso ogni 10 anni, ma sono fenomeni stagionali. Se un ambulante perde la licenza, che lavoro fa ? Tu mi parli di buon&#039;uscita...più o meno una cassaintegrazione ? E se l&#039;ambulante di turno sa che perderà la licenza perchè mai dovrebbe investire ?
Credo che  il problema è proprio di fondo, Bolkestein non aveva pensato agli ambulanti italiani, ma i mercatini stagionali del nord europa . Fenomeni molto diversi. Solidarietà piena agli ambulanti. Aspettiamo le liberalizzazioni per i professionisti (avvocati, notai ecc. ).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Comunque è assurdo che il sistema delle liberalizzazione colpisca solo gli ambulanti&#8230;!<br />
COmunque il tuo ragionamento incontra molti problemi di base, ad esempio le licenze non appartengono solo agli ambulanti (anche taxi , attività commerciali ecc. il principio è che la licenza non si potrebbe vendere&#8230;).<br />
Il reale problema è che ogni paese ha le sue peculiarità, il commercio ambulante non esiste come in Italia (parzialmente in Francia e in Spagna) nella cultura tedesca ad esempio ci sono mercatini stagionali tipo piazza Navona, qui effettivamente hai un permesso ogni 10 anni, ma sono fenomeni stagionali. Se un ambulante perde la licenza, che lavoro fa ? Tu mi parli di buon&#8217;uscita&#8230;più o meno una cassaintegrazione ? E se l&#8217;ambulante di turno sa che perderà la licenza perchè mai dovrebbe investire ?<br />
Credo che  il problema è proprio di fondo, Bolkestein non aveva pensato agli ambulanti italiani, ma i mercatini stagionali del nord europa . Fenomeni molto diversi. Solidarietà piena agli ambulanti. Aspettiamo le liberalizzazioni per i professionisti (avvocati, notai ecc. ).</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Bolkestein: la rivoluzione dei servizi e i ritardi strutturali di marco leoni</title>
		<link>http://www.linkassociati.it/2010/05/19/bolkestein-la-rivoluzione-dei-servizi-e-i-ritardi-strutturali/comment-page-1/#comment-100</link>
		<dc:creator>marco leoni</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 May 2010 13:04:56 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.linkassociati.it/?p=526#comment-100</guid>
		<description>Quello che volevo mettere in evidenza nel post era la difficoltà e la lentezza con cui in Italia si affrontano i problemi.
E&#039; vero che non è possibile rivoluzionare dall&#039;oggi al domani un sistema che ha comportato investimenti da parte di operatori, ma è vero anche che sono già passati 4 anni dall&#039;approvazione della direttiva europea e in questo periodo &quot;noi&quot; siamo stati in grado solo di pensare ad un meccanismo di proroga che non risolve il problema, ma lo sposta nel tempo lasciando nel frattempo nell&#039;incertezza il sistema. Chi, oggi,  può comprare o vendere una licenza di ambulante, una concessione su suolo pubblico, istituire un nuovo mercato o anche solo fare un bando per nuovi posteggi?
Quale danno economico comporta questo ritardo?
 Non era possibile approvare, in questi 4 anni, una riforma che provasse a risolvere qualcuno dei problemi del commercio su aree pubbliche riconoscendo magari una &quot;buona uscita&quot; agli operatori che dovessero lasciare il posto?
La cosa più grave è che questo problema non riguarda solo la nostra regione o questo settore, ma che il discorso può essere esteso a molti campi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quello che volevo mettere in evidenza nel post era la difficoltà e la lentezza con cui in Italia si affrontano i problemi.<br />
E&#8217; vero che non è possibile rivoluzionare dall&#8217;oggi al domani un sistema che ha comportato investimenti da parte di operatori, ma è vero anche che sono già passati 4 anni dall&#8217;approvazione della direttiva europea e in questo periodo &#8220;noi&#8221; siamo stati in grado solo di pensare ad un meccanismo di proroga che non risolve il problema, ma lo sposta nel tempo lasciando nel frattempo nell&#8217;incertezza il sistema. Chi, oggi,  può comprare o vendere una licenza di ambulante, una concessione su suolo pubblico, istituire un nuovo mercato o anche solo fare un bando per nuovi posteggi?<br />
Quale danno economico comporta questo ritardo?<br />
 Non era possibile approvare, in questi 4 anni, una riforma che provasse a risolvere qualcuno dei problemi del commercio su aree pubbliche riconoscendo magari una &#8220;buona uscita&#8221; agli operatori che dovessero lasciare il posto?<br />
La cosa più grave è che questo problema non riguarda solo la nostra regione o questo settore, ma che il discorso può essere esteso a molti campi.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Bolkestein: la rivoluzione dei servizi e i ritardi strutturali di Occam</title>
		<link>http://www.linkassociati.it/2010/05/19/bolkestein-la-rivoluzione-dei-servizi-e-i-ritardi-strutturali/comment-page-1/#comment-99</link>
		<dc:creator>Occam</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 May 2010 14:13:08 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.linkassociati.it/?p=526#comment-99</guid>
		<description>Mi sembra di capire che per il commercio su aree pubbliche il limite fissato per la scadenza del &quot;sistema&quot; attualmente in vigore NON sia valido solo fino al 2015, cosa che invece, vale per le concessioni balneari. Per il commercio su aree pubbliche è stata data la possibilità alle regioni, titolari della materia commercio, di legiferare saltando l&#039;obbligo di messa al bando della concessione. Questo su richiesta della FIVA. Naturalmente lo scope di tal deroga è dovuta al fatto che OGGETTIVAMENTE non si può adottare una norma che di fatto avrebbe messo sul lastrico 200000 e passa aziende, per lo più a conduzione familiare...non basta la disoccupazione odierna in Italia?
Il principio liberalizzante delle direttiva però è stato recepito in pieno: il settore è stato aperto alle spa e coop che avranno gli stessi obblighi delle imprese familiari. Ed è questo fattore che, secondo alcuni potrebbe migliorare qualitativamente i mercati. Io non sono d&#039;accordo, le grandi società entreranno nei mercati di una certa fama non certo in quelli popolari..</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sembra di capire che per il commercio su aree pubbliche il limite fissato per la scadenza del &#8220;sistema&#8221; attualmente in vigore NON sia valido solo fino al 2015, cosa che invece, vale per le concessioni balneari. Per il commercio su aree pubbliche è stata data la possibilità alle regioni, titolari della materia commercio, di legiferare saltando l&#8217;obbligo di messa al bando della concessione. Questo su richiesta della FIVA. Naturalmente lo scope di tal deroga è dovuta al fatto che OGGETTIVAMENTE non si può adottare una norma che di fatto avrebbe messo sul lastrico 200000 e passa aziende, per lo più a conduzione familiare&#8230;non basta la disoccupazione odierna in Italia?<br />
Il principio liberalizzante delle direttiva però è stato recepito in pieno: il settore è stato aperto alle spa e coop che avranno gli stessi obblighi delle imprese familiari. Ed è questo fattore che, secondo alcuni potrebbe migliorare qualitativamente i mercati. Io non sono d&#8217;accordo, le grandi società entreranno nei mercati di una certa fama non certo in quelli popolari..</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>
