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	<title>Link Associati &#187; statistica</title>
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		<title>La curiosità del dato statistico per l&#8217;efficacia del business</title>
		<link>http://www.linkassociati.it/2011/08/25/la-curiosita-del-dato-statistico-per-lefficacia-del-business/</link>
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		<pubDate>Thu, 25 Aug 2011 15:58:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>anna lusa</dc:creator>
				<category><![CDATA[statistica]]></category>
		<category><![CDATA[alma laurea]]></category>
		<category><![CDATA[andrea cammelli]]></category>
		<category><![CDATA[istat]]></category>
		<category><![CDATA[università di bologna]]></category>

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		<description><![CDATA[Statistica e dati: l’elemento comune è un invito alla “curiosità”, ad andare oltre all’apparenza, ad ammettere la difficoltà alla comprensione della complessità e a ricercare comunque dei risultati certi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop --><p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-full wp-image-1226" title="datistatistici" src="http://www.linkassociati.it/wp-content/uploads/2011/08/datistatistici.gif" alt="" width="294" height="221" />“<em>Il mondo dei numeri: conoscere per governare</em>”è il titolo dell’incontro svoltosi ieri al Meeting di Rimini e al quale ho partecipato, attirata dalla presenza del <strong>Presidente di ISTAT, Enrico Giovannini </strong>e del <strong>Professore di Statistica Sociale all’Università degli Studi di Bologna</strong> nonchè <strong>Direttore di AlmaLaurea</strong>, <strong>Andrea Cammelli</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">L’introduzione di <strong>Carlo Lauro</strong>, ordinario di <strong>Statistica all’Università di Napoli</strong>, che ha spiegato l’importanza di dati statistici per fare scelte in campo economico, sociale e politico è parsa subito interessante. In sostanza l’utilità dei dati sta nello svolgersi di un processo di informazione e conoscenza, che schematizzerei in questo modo:</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #800000;"><strong>DATI      &gt;        INFORMAZIONI        &gt;         CONOSCENZA         &gt;          SCELTE</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">I dati, analizzati adeguatamente (significato), forniscono delle informazioni che insieme ad altri elementi già assodati, portano alla conoscenza di un fenomeno complesso e quindi forniscono indicazioni utili per effettuare scelte adeguate, in riferimento a obiettivi di ordine economico o di aumento del benessere per una collettività.</p>
<p style="text-align: justify;">Il presidente dell’Istat, Giovannini, ha esordito rivolgendosi al pubblico numeroso presente in sala: “Alzi la mano chi ritiene che l’attuale difficile situazione economica stia indicendo molto negativamente sulla situazione delle famiglie italiane”. Di fronte all’unanime alzata di mano ha posto un&#8217;altra richiesta. “Alzi la mano chi ritiene che la situazione economica attuale stia incidendo molto negativamente sulla propria famiglia”; erano circa la metà quelli che hanno alzato la mano, ma non tutti come nel primo caso. Ha usato questo esempio per dimostrare come<strong> la statistica serva per andare oltre alla propria visione di un fenomeno </strong>e non solo (questo è un mio pensiero) a superare stereotipi o preconcetti che i mass media contribuiscono molto spesso a creare.</p>
<p style="text-align: justify;">Con molti esempi di analisi di dati contenuti in “Italia in cifre”, opuscolo distribuito a tutti e disponibile on line sul sito <a href="http://www.istat.it/">www.istat.it</a>, realizzato in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, Giovannini ha dimostrato come anche nell’esame dei dati, così come nell’approccio alla realtà, occorra non fermarsi all’apparenza, ma sia necessaria la considerazione e l’attenzione di tutti i fattori sia evidenti sia nascosti. Ad esempio la crescita della popolazione italiana negli ultimi decenni è stata accompagnata da una crescita più che proporzionale del numero di famiglie e perciò si registra un calo nella numerosità media di componenti per famiglia. La conseguenza è che nel bilancio economico familiare i costi fissi (affitto, utenze, mutuo), incidono in maniera più pesante di quanto non era nei decenni precedenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Altri esempi sono stati riportati da Cammelli che, nel presentare i risultati relativi al mondo accademico, ha descritto uno scenario ampio e articolato, che non può essere ridotto al profilo di laureati che non trovano lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">Entrambe gli interventi li ho letti come un invito al ricercatore e al destinatario e utilizzatore delle statistiche a mettere in discussione il proprio lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">Certamente è più facile indicare quello che debbono fare gli altri piuttosto che mettere in discussione quello che è nostro compito. Quindi mi pare che il destinatario, cioè colui che utilizza le statistiche per scelte che coinvolgono un’azienda o una collettività, sia esso un imprenditore o sia un amministratore pubblico, non possa saltare due elementi importanti: <strong>la comprensione delle informazioni</strong>, cioè l’ascolto del significato dei dati e<strong> l’inerenza delle scelte secondo quanto indicato dai dati</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Forse più arduo o comunque più impegnativo mi sembra, forse perché lo conosco maggiormente, il compito del ricercatore, che non può “saltare” i seguenti passi:</p>
<p style="text-align: justify;">1) <strong>il controllo del processo di acquisizione dei dati</strong> per ridurre al minimo l’errore di rilevazione (nelle indagini) e la provenienza (attendibilità della fonte) dei dati desk;</p>
<p style="text-align: justify;">2) <strong>la misurazione dell’errore statistico</strong> (rappresentatività del campione, varianza) compresa l’ammissione a non poter utilizzare strumenti di analisi quantitativa per certi fenomeni;</p>
<p style="text-align: justify;">3) l’elaborazione corretta secondo<strong> modelli di analisi</strong> <strong>corrispondenti agli obiettivi </strong>definiti in sede di progettazione.</p>
<p style="text-align: justify;">4) <strong>la lettura e interpretazione dei dati</strong>, finalizzata a contribuire alla conoscenza di un fenomeno per arrivare a scelte che tengano conto di tutti i fattori in gioco.</p>
<p style="text-align: justify;">L’elemento comune è un invito alla “curiosità”, ad andare oltre all’apparenza, ad ammettere la difficoltà alla comprensione della complessità e a ricercare comunque dei risultati certi.</p>
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		<title>Il valore aggiunto della statistica: la comunicazione applicata ai dati</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 14:39:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanna Zammarchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[ricerche di mercato]]></category>
		<category><![CDATA[statistica]]></category>
		<category><![CDATA[come-trasformare-dei-dati-in-statistica]]></category>
		<category><![CDATA[fiducia-facebook]]></category>
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		<description><![CDATA[Il chief economist di Google ritiene che gli statistici faranno la professione più sexy del prossimo decennio. Io personalmente, da statistico, non vedo l’ora, però a tutti gli altri l’affermazione potrebbe sembrare un po’ stonata… Come è possibile, infatti, che una professione un po’ arida, imperniata su modelli, calcoli, formule, possa diventare più affascinante di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop --><p style="text-align: justify;"><img class="alignright" src="http://infosthetics.com/archives/hint_fm.jpg" alt="" width="480" height="240" />Il chief economist di Google ritiene che gli statistici faranno la professione più sexy del prossimo decennio. Io personalmente, da statistico, non vedo l’ora, però a tutti gli altri l’affermazione potrebbe sembrare un po’ stonata… Come è possibile, infatti, che una professione un po’ arida, imperniata su modelli, calcoli, formule, possa diventare più affascinante di tante altre?</p>
<p style="text-align: justify;">Perché il valore aggiunto per le professioni del futuro sarà la <span style="color: #ff0000;"><strong>comprensione dei legami che esistono tra gli innumerevoli dati disponibili</strong></span>, sostiene il chief di Google.</p>
<p style="text-align: justify;">Perché, aggiungo io, la statistica permette di <span style="color: #ff0000;"><strong>trasmettere rapidamente ma profondamente delle informazioni</strong></span>. La statistica è seducente perché ha la possibilità di aumentare la conoscenza.</p>
<p style="text-align: justify;">La conoscenza però può anche essere messa facilmente in dubbio, soprattutto in un mondo di informazioni modellate da internet e in cui <a title="l’enorme ragnatela del web mette in rilievo sia i dati sia gli anti-dati" href="http://www.wittgenstein.it/2010/02/03/parole-per-le-quali-i-mi-pensai-2/" target="_blank">l’enorme ragnatela del web mette in rilievo sia i <strong>dati</strong> sia gli <strong>anti-dati</strong></a>.<em> </em></p>
<p style="text-align: justify;">Per questo, il nostro obiettivo è soprattutto un metodo di lavoro che si basa su alcuni principi.</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li><span style="color: #ff0000;"><strong>l’attendibilità delle fonti</strong></span>. Che siano fonti create internamente perché provengono da indagini statistiche oppure esterne perché reperite da siti internet o pubblicazioni, la valutazione della qualità del dato è imprescindibile.</li>
<li>la convergenza. Ovvero la capacità di rispondere a domande specifiche per<strong> <span style="color: #ff0000;">risolvere i problemi, e non di crearne</span>.</strong></li>
<li>la <span style="color: #ff0000;"><strong>flessibilità</strong></span>, intesa come applicazione in tutti quei campi che si prestano alla misurazione, come la cultura, la natura, la società. Non solo economia, quindi.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia, per sfruttare tutto il potenziale di trasmissione di conoscenza, la statistica deve dire cose intelligenti e farlo in maniera fruibile. Tutti coloro che si occupano di ricerche, indagini, studi e approfondimenti, devono ambire ad essere quanto più autorevole e <strong>comunicativi</strong>. Uno degli scopi finali deve essere quello di evitare il disinteresse e la frustrazione, e contrapporsi all’ondata di negatività che investe la ricerca statistica visto che <span style="text-decoration: underline;">il 45% degli europei non si fida della statistica ufficiale</span>.</p>
<p style="text-align: justify;">Alcune soluzioni?</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Avere consapevolezza del pubblico a cui ci si rivolge, e renderlo il più ampio possibile</li>
<li>Sfruttare il ruolo dei media e del <span style="color: #ff0000;"><strong>web 2.0</strong></span></li>
<li>Agire sulla creazione di fiducia</li>
<li>Giocare coi colori.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Per ottenere, insieme, un reale “Valore Aggiunto delle Statistiche”, che, in una modo tanto caro agli statistici, si può esprimere anche con una formula:</p>
<p style="text-align: justify;">VAS = N * [(QSA * MF) * RS * TS * NL]</p>
<p style="text-align: justify;">VAS = valore aggiunto della statistica ufficiale</p>
<p style="text-align: justify;">N = ampiezza del pubblico</p>
<p style="text-align: justify;">QSA = informazione statistica ufficiale prodotta</p>
<p style="text-align: justify;">MF = ruolo dei media</p>
<p style="text-align: justify;">RS = rilevanza dell’informazione statistica ufficiale</p>
<p style="text-align: justify;">TS = fiducia nella statistica ufficiale</p>
<p style="text-align: justify;">NL = numero degli utilizzatori</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Per approfondimenti: <a title="Come trasformare le statistiche in conoscenza? Una questione chiave per il futuro della statistica ufficiale - Enrico Giovannini - Chief Statistician - OECD" href="http://www.tagliacarne.it/gws/download/workshop_6aprile/unioncamere_Giovannini.pdf" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Come trasformare le statistiche in conoscenza? Una questione chiave per il futuro della statistica ufficiale</strong></span></a> &#8211; Enrico Giovannini &#8211; Chief Statistician &#8211; OECD</p>
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