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	<title>Link Associati &#187; Comunicazione</title>
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		<title>La semplificazione della complessità nella normativa italiana</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Apr 2011 15:05:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco leoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[link-associati]]></category>
		<category><![CDATA[tavolo-di-coordinamento-tecnico-per-le-politiche-sul-governo-del-territorio]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono stato di recente coinvolto in un comitato regionale per la semplificazione della normativa edilizia (Tavolo di Coordinamento Tecnico per le Politiche sul Governo del Territorio), presenti i rappresentanti delle associazioni, dei professionisti e degli enti locali della Regione.
Sperando di non divulgare segreti di stato sintetizzo le cose che mi hanno colpito della prima riunione:

L’introduzione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop --><p style="text-align: justify;"><a href="http://farm5.static.flickr.com/4131/5023878882_4cbdfd2e70_m.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1153" title="gomitolo" src="http://www.linkassociati.it/wp-content/uploads/2011/04/gomitolo.jpg" alt="" width="202" height="240" /></a>Sono stato di recente coinvolto in un comitato regionale per la semplificazione della normativa edilizia (Tavolo di Coordinamento Tecnico per le Politiche sul Governo del Territorio), presenti i rappresentanti delle associazioni, dei professionisti e degli enti locali della Regione.</p>
<p style="text-align: justify;">Sperando di non divulgare segreti di stato sintetizzo le cose che mi hanno colpito della prima riunione:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><strong>L’introduzione della <a title="scia edilizia" href="http://www.sciaedilizia.it/site/home.asp" target="_blank">SCIA</a></strong>, almeno in edilizia, <strong>non ha portato ad alcun cambiamento reale</strong>. La Regione si è premurata di fare una circolare per evidenziare in punti critici della nuova normativa, i comuni, in molti casi, non hanno nemmeno fatto la modulistica, i professionisti si sono guardati bene dall’assumersi responsabilità eccessive. Morale: alcune SCIA sono state presentate, ma più che altro per sbaglio.</li>
</ul>
<ul>
<li style="text-align: justify;">Da un’indagine svolta dalla regione, emerge che nella <strong>maggioranza casi le DIA controllate non risultano, per molteplici motivi, regolari</strong>. Questo non per la presenza di una classe di professionisti formata da incompetenti o da “furbetti”, ma per la complessità della normativa stessa (incertezza nella documentazione da presentare ecc.) e per la necessità di continui adeguamenti alle esigenze della committenza.</li>
</ul>
<ul>
<li style="text-align: justify;">D’altra parte <strong>la complessità delle normative appare inattaccabile</strong>, la sovrapposizione di normative nazionali generali e specifiche (ad es. antisismica) con discipline regionali di dettaglio rende complesso anche la realizzazione di cose all’apparenza semplici. Veniva ad esempio fatto notare che, a stretto rigore, la messa in opera di una struttura temporanea per più di 90 gg. dovrebbe essere supportata da un idoneo titolo edilizio. Per fortuna siamo in Italia e a nessuno viene in mente, ameno fino ad ora, di chiedere una DIA &#8220;per il tendone delle sagre&#8221;.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Peraltro nessuno contestava la necessità delle leggi e degli obblighi che da queste derivano, ma tutti (amministrazioni, professionisti ecc.) si lamentavano della fatica e dell’incertezza che avvolgevano il proprio lavoro. <strong>Si lotta contro un mostro tentacolare (la complessità) non voluto da nessuno, ma contro cui si poco si può fare.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Queste considerazioni mi hanno confermato nelle opinioni che avevo espresso in un <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.linkassociati.it/2010/10/08/sulla-scia-della-bolkestain-segnali-attivita-economica/" target="_blank"><strong>precedente post</strong></a></span>, circa la complessità dei processi di semplificazione, ma mi hanno anche posto una domanda più radicale: perché facciamo così fatica, in Italia, a pensare che sia possibile semplificare la burocrazia?</p>
<p style="text-align: justify;">Io credo che molto derivi dalla tendenza a considerare le norme come una cosa “intoccabile” e non come il frutto di scelte contingenti. Le norme servono per risolvere i problemi, ma i problemi cambiano nel tempo, alcuni scompaiono o perdono importanza, altri prendono il loro posto.</p>
<p style="text-align: justify;">La semplificazione <strong>parte da un aggiornamento dell’insieme dei problemi da risolvere </strong>e dall’individuazione di priorità o di criticità emergenti. Naturalmente non è facile “eliminare” o “ridurre” un problema, ma occorre percepire che è necessario, perché altrimenti l’accumulo dei problemi rende ingestibile e  comunque troppo onerosa la complessità.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<div class="shr-publisher-1150"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom -->]]></content:encoded>
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