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Il registro delle pubbliche opposizioni: addio al telemarketing e alle ricerche di mercato?

Se n’è parlato forse poco ma laddove è stato gettato l’amo, si è commentato molto: l’articolo pubblicato sul sito di Repubblica ha attirato 67 commentatori. Per rendere l’idea, contemporaneamente, l’articolo sul  tema “giovani e disoccupazione” è stato commentato “solo” 56 volte…

Il tema è caldo, e interessa praticamente tutti: noi, in quanto operatori del settore, ma anche come privati cittadini. Sappiamo tutti che chi è iscritto all’elenco telefonico subisce quasi quotidianamente le persecuzioni di venditori di olio, pannelli solari, creme, abbonamenti telefonici ecc. che, entrando in casa nostra praticamente a gamba tesa , tentano di rifilarci le loro sedicenti offerte.

Qual è la novità? L’istituzione di un Registro Pubblico delle Opposizioni, a cui potranno iscriversi tutti gli abbonati che non vogliono più avere contatti di telemarketing. Il registro dovrebbe essere attivo tra circa tre mesi (quindi a metà ottobre) e garantire una riduzione delle telefonate svolte a fini commerciali.

Date le conseguenze dirette sulla nostra attività di ricerche di mercato, oltre a una certa complessità, abbiamo preso il Decreto del Governo e ce lo siamo letti.

Di seguito, i punti salienti della riforma. Una premessa: stavo dimenticando che il registro, già ribattezzato “anti-telemarketing”, associa le ricerche di mercato alle comunicazioni meramente commerciali, tralasciando quindi gli scopi sociali che solitamente le ricerche di mercato, anche quando condotte telefonicamente, hanno (una nota didemerito, tra l’altro, dell’Assirm, l’Associazione Italiana per le Ricerche di Mercato, che pare completamente assente in questa partita).

Ma vediamo nello specifico l’innovazione introdotta dal Registro pubblico delle opposizioni:

  1. Gli abbonati potranno richiedere di iscriversi al registro molto semplicemente, con una telefonata, una mail, una raccomandata o un fax. Sarà avviata una campagna di comunicazione ad hoc per informare gli abbonati di queste opportunità e far loro acquisire piena consapevolezza dello strumento.
  2. Il decreto non riguarda i numeri telefonici presenti in apposite liste create e gestite nel rispetto della Legge sulla Privacy, ma solo quelle presenti nelle liste pubbliche, quindi elenchi telefonici cartacei oppure telematici.
  3. Il registro, una volta istituito e a regime (ancora non si sa chi si occuperà della sua gestione, tra l’altro), potrà essere consultato dagli operatori del settore a pagamento.
  4. L’operatore, prima di iniziare una qualsiasi ricerca di mercato o campagna di comunicazione, deve: attestare la propria identità; dichiarare che è attivo un sistema di identificazione della linea chiamante oppure rendere individuabili i soggetti che materialmente contatteranno gli abbonati; fornire l’elenco dei numeri che si ha intenzione di contattare. A questo punto, il gestore del registro, entro quindici giorni, assegnerà “l’autorizzazione”, che durerà a sua volta 15 giorni.
  5. L’operatore del settore non potrà visionare direttamente i dati personali contenuti nel registro: sono previsti sistemi automatizzati per cui il gestore del registro riceverà l’elenco che l’operatore intende realizzare, lo confronterà con i dati contenuti nel registro, lo aggiornerà togliendo i numeri da escludere, e lo metterà di nuovo a disposizione dell’operatore entro 24 ore (come tutto ciò sarà materialmente possibile, lo scopriremo solo vivendo).
  6. Gli operatori sono tenuti a garantire l’identificazione della linea chiamante, cioè a rendere visibile il numero di telefono da cui si chiama.
  7. Anche quando l’abbonato contattato non è iscritto al registro, gli operatori devono indicare con precisione da dove provengono i dati, e fornire tutte le indicazioni utili ad un’eventuale iscrizione dell’abbonato nel registro delle opposizioni.

Questo registro consente quindi  all’Italia di adeguarsi alla normativa europea, e si sviluppa sulla linea delle Robinson List, già attive in numerosi paesi, tra cui Gran Bretagna, Belgio, Spagna, Canada, Nuova Zelanda e Usa.

Si tratta di opt-out list che in realtà hanno già accumulato numerose critiche, a causa degli elevati costi di gestione, e del fatto che pare non garantiscano davvero la volontà degli abbonati di non essere contattati, in quanto, alla fine, possono essere usate da società di telemarketing senza scrupoli per contattare proprio quei numeri presenti nella black list.

In Italia, per ovviare a questo problema, è previsto che la lista non circoli tra gli operatori. Tuttavia, il sistema appare macchinoso, poco economico, e forse più attento alle esigenze degli operatori del settore che dei cittadini.

Questo, come operatori, ci tranquillizza, ma come ricercatori di mercato riteniamo che sarebbe stato meglio discernere ab origine gli scopi finali per cui le telefonate sono realizzate: fare ricerca socio-demografica è infatti molto diverso dal tentare di vendere venti casse di olio extra vergine di oliva.

4 commenti

  1. gabriela scrive:

    desidero non ricevere più telefonate di tipo propagandistico”" disturbano a tutte le ore del giorno.BASTA!!!!!!!!!

    • Giovanna Zammarchi scrive:

      Hai perfettamente ragione!
      E’ però vero che c’è differenza tra chi fa ricerca di mercato, ovvero pone domande su opinioni, abitudini, tendenze, cosa che fa anche Istat, e chi fa telemarketing, ovvero promuove un prodotto al fine di venderlo e talvolta firmare contratti on line.
      Anche noi, che ci occupiamo di ricerca di mercato a fini sociali, subiamo negativamente l’exploit del telemarketing degli ultimi tempi, proprio perché molti sono, a ragione, talmente stanchi di essere disturbati che non vogliono più rispondere ad alcuna telefonata.

  2. luigi scrive:

    Sono iscritto all’elenco, eppure ricevo ancora telefonate promozionali, che sono vietate. Come mi devo comportare perche venga rispettato il regolamento o siamo ancora una volta davanti ad una norma all’italiana?

  3. gabriella scrive:

    Confermo, purtroppo, quanto riferito da luigi. La trovo una vera invadenza dalla quale, sembra, non ci si possa difendere.

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