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Esercizi commerciali di fronte alla crisi: 3 proposte attive per affrontarla (con successo)

Nel lavoro di collaborazione per l’attivazione o sviluppo di percorsi di marketing urbano o di valorizzazione commerciale nei centri storici sono emersi alcuni temi ricorrenti su cui riflettere.

E’ difficile continuare a parlare di marketing urbano nei centri storici o di valorizzazione di aree commerciali naturali mentre si assiste all’ inesorabile fenomeno della desertificazione commerciale,  che interessa sia i centri urbani grandi che quelli piccoli, da nord a sud, in Italia così come in Europa.

I termini tecnici del marketing urbano parlano di “fare sistema”, “lavorare per progetti”, realizzare una “cabina di regia”, pianificare un “tavolo di coordinamento”, impostare un sistema di town center management, favorire la collaborazione pubblico – privato.

Ma nel frattempo nelle aree commerciali centrali dei nuclei urbani l’incidenza dei locali vuoti sul totale dei locali continua a salire, fino a registrare valori intorno all’8-10% che arriva a crescere fino al 15-20% se si comprendono le strade marginali.

Allora gli interventi di valorizzazione devono riallinearsi e adeguarsi ad un contesto così difficile?

Perché è così complesso registrare segnali di cambiamento visibili se tutti sono concordi nel perseguire le linee direttrici di valorizzazione e c’è condivisione fra gli operatori del centro storico, le loro associazioni, l’amministrazione pubblica nella realizzazione di progetti concreti che riguardano l’ambiente urbano, la pianificazione di eventi, l’accessibilità, i servizi e la comunicazione?

La crisi dei consumi non perdona facilmente e soprattutto non concede più tempo a disposizione. Più tempo per cosa?

Ci sembra di poter proporre allora 3 “strade” possibili per coniugare gli interventi con la situazione contingente.

Tre aspetti appaiono strategici e non scontati:

a)      La volontà reale sia nel pubblico sia fra gli operatori di “fare sistema

b)      Il coinvolgimento attivo di quasi tutte le micro imprese di un’area

c)      Una riflessione interna alla singola impresa sul posizionamento della proprio attività

In sintesi: è la disponibilità al cambiamento, a mettere in discussione un “modus operandi” sulla quale c’è magari un’esperienza consolidata nel tempo.

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