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L’integrazione Facebook e Amazon svelerà i gusti dei consumatori

E’ notizia è di poche ore fa. Il colosso tra i social network, Facebook, ha raggiunto un accordo di business con il colosso delle vendite online, Amazon.  La news è golosa soprattutto perché potrebbe svoltare su una delle più grosse incognite di questi anni: come integrare rete sociale e comportamento di acquisto dei consumatori.

In sintesi Amazon.com offrirà ora ai propri utenti una pagina in cui i consumatori interessati a un determinato prodotto vedranno in tempo reale le raccomandazioni che i propri amici hanno dato su di esso e otterranno inoltre notifiche nel giorno in cui un amici compiono gli anni e  suggerimenti su cosa comprare loro.

La  partnership tra Amazon e Facebook potrebbe indebolire non poco l’uso dei motori di ricerca nel mercato dell’e-commerce, ovviamente sottraendo utenti al primo fra tutti, Google. Infatti, se i consumatori saranno influenzati dai propri amici di Facebook prima di cercare informazioni sulla nuova macchina fotografica da comprare o sulle performance dell’ultimo notebook, allora  potrebbero bypassare Google del tutto, con effetti notevoli sul pay-per-click e tutte le strategie di posizionamento.

Inoltre, viene il sospetto che un accordo del genere sia strategico per Facebook anche per il tracciamento dei gusti dei consumatori, aspetto questo che finora non era mai stato (apertamente) analizzato.

Incrociare i gusti dei clienti con gli effettivi acquisti rimette al centro il discorso sulla misurabilità del ROI sul web, ma soprattutto la possibilità di tracciare i comportamenti di acquisto in relazione alle raccomandazioni social che il consumatore riceve. In altre parole il tasso di conversione del pulsante “like” che noi tutti clicchiamo sarà verificabile e quantificabile.

Si prospetta sempre di più un futuro in cui i social network saranno non solo il centro delle conversazioni e delle emozioni, ma anche il passaggio necessario per le azioni, mentre i motori di ricerca, se non trovano partnership di questo tipo (Google sta rispondendo con il gaming) saranno veicolo soprattutto per  ricerche, studi e contributi multimediali di approfondimento.

Un futuro in cui il consumatore non cercherà più (o cercherà sempre meno) su blog, forum e motori di ricerca per informarsi sul prodotto, sull’azienda che vi è alle spalle, sull’affidabilità o sulle modalità di utilizzo, ma riuscirà in brevissimo tempo, grazie al suo social circle, a costruire un volume di informazioni tali da permettere una scelta consapevole e, aspetto non secondario, facilmente quantificabile per i brand.

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Il registro delle pubbliche opposizioni: addio al telemarketing e alle ricerche di mercato?

Se n’è parlato forse poco ma laddove è stato gettato l’amo, si è commentato molto: l’articolo pubblicato sul sito di Repubblica ha attirato 67 commentatori. Per rendere l’idea, contemporaneamente, l’articolo sul  tema “giovani e disoccupazione” è stato commentato “solo” 56 volte…

Il tema è caldo, e interessa praticamente tutti: noi, in quanto operatori del settore, ma anche come privati cittadini. Sappiamo tutti che chi è iscritto all’elenco telefonico subisce quasi quotidianamente le persecuzioni di venditori di olio, pannelli solari, creme, abbonamenti telefonici ecc. che, entrando in casa nostra praticamente a gamba tesa , tentano di rifilarci le loro sedicenti offerte.

Qual è la novità? L’istituzione di un Registro Pubblico delle Opposizioni, a cui potranno iscriversi tutti gli abbonati che non vogliono più avere contatti di telemarketing. Il registro dovrebbe essere attivo tra circa tre mesi (quindi a metà ottobre) e garantire una riduzione delle telefonate svolte a fini commerciali.

Date le conseguenze dirette sulla nostra attività di ricerche di mercato, oltre a una certa complessità, abbiamo preso il Decreto del Governo e ce lo siamo letti.

Di seguito, i punti salienti della riforma. Prosegui la lettura ‘Il registro delle pubbliche opposizioni: addio al telemarketing e alle ricerche di mercato?’ »

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