Presto per fare shopping potrai lasciare a casa il portafoglio e portarti solo lo smartphone. In un futuro non troppo lontano il Mobile Payment, cioè l’ acquisto di beni o servizi realizzato interamente attraverso il telefono cellulare, crescerà talmente tanto che potremo veramente dimenticare i contanti a casa. Il business è di dimensioni notevoli: si stima che già nel 2013 il mercato MP supererà il valore di 172 miliardi di dollari e oltre i 600 miliardi nel 2016.
L’idea è quella di replicare su uno smartphone la funzione degli odierni portafogli: contenere oltre che informazioni utili, anche carte fedeltà, vouchers, biglietti aerei e, non ultimo, strumenti di pagamento.
Essendo un trend in crescita in diversi sono interessati alla sua diffusione: dalle banche, agli operatori di carte di credito, ma anche le compagnie telefoniche ed le imprese high-tech. Anche per questo motivo stanno aumentando le partnership tra quelli che dovrebbero essere i principali player del mercato.
In Italia le premesse sono più che buone, quanto meno per la diffusione dei telefoni cellulari: l’Italia è tra i Paesi europei in cui la penetrazione di cellulari e di smartphone è la più elevata (i possessori di cellulari rappresentano il 96% degli utenti internet, mentre i possessori di smartphone sono il 26% della popolazione). (“Penetrazione di cellulari e di smartphone nei Paesi Europei”, Fonte: Ofcom)
Secondo Jack Dorsey, “il papà” di Twitter, non ci sono dubbi: “I contanti sono un’esperienza noiosa, del passato, il futuro dei pagamenti passa attraverso smartphone e tablet”.
Così, dopo il successo del social network di microblogging, Dorsey ha creato Square, un lettore di carte di credito portatile da collegare allo smartphone per trasformarlo in un vero e proprio Pos, con il quale accettare pagamenti on the road.
Ma come funzionano i portafogli digitali? In sostanza le principali tecnologie sono due e si chiamano Mobile Proximity Payment o Mobile Remote Payment.
Il primo è anche detto pagamento contact less, senza contatto, ovvero il pagamento grazie alla tecnologia NFC (Near Field Communication). Sarà possibile effettuare il pagamento tramite un dispositivo wireless, semplicemente avvicinando il proprio smartphone a un lettore predisposto all’interno dei negozi. La distanza tra smartphone e scan è inferiore ai 10 cm.
L’altro sistema, il Mobile Remote Payment, è quello usato da Square: il pagamento avviene attraverso un’app scaricabile sul proprio smartphone, trasformando il cellulare in un digital (o mobile) wallet: questi servizi digitali trasformano lo smartphone non in un Pos, bensì in una carta di credito.
Google ha lanciato Google wallet lo scorso anno, accettato nei negozi Bloomingdale, Toys’r’us e Wallgreen e anche la catena di centri commerciali Wal Mart sta costruendo il suo sistema per il pagamento tramite smartphone.
E Apple? Nel nuovo iPhone 5 era attesissima la forma di pagamento digitale scelta, un po’ per dettare legge negli standard: ma Apple ha preferito usare Passbook, una soluzione che consente agli utenti di archiviare coupon elettronici, voucher e persino biglietti aerei.
E’ probabile che l’azienda di Cupertino sia in attesa che le transazioni attraverso smartphone raggiungano in tutto il mondo la massa critica necessaria alla creazione di un unico standard, accettato da tutte le attività commerciali.
E infine vediamo cosa risponde Facebook: il popolare social network ha introdotto la possibilità di pagare per i propri acquisti semplicemente tramite il proprio conto telefonico. Attualmente la nuova modalità è disponibile esclusivamente negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Germania utilizzando i servizi di Bango, società specializzata nella gestione dei mobile payment.
C’è da aspettarsi che presto arriverà anche qui da noi.